Napoli, da Sarri ad Ancelotti la passione azzurra non deve spegnersi

693

SarriEra il 23 Agosto quando il Napoli targato per la prima volta Maurizio Sarri faceva il suo ingresso al Mapei Stadium di Reggio Emilia per l’esordio in campionato contro il Sassuolo di Eusebio Di Francesco. Dopo il vantaggio iniziale siglato da Hamsik gli azzurri vennero rispediti all’ombra del Vesuvio con una sconfitta ad opera di Floro Flores e Sansone.

L’ERA DI MAURIZIO SARRI

Napoli e la sua tifoseria si misero letteralmente sul piede di guerra. Sarri era una sconosciuto senza esperienze di prestigio, il suo curriculum aveva come nota di valore solo l’esperienza appena conclusasi all’Empoli mentre sulla panchina partenopea aleggiava ancora l’ombra del re di coppe mister Benitez. Perfino Maradona si sentì in dovere di criticare la scelta di De Laurentiis, mai come allora il Napoli sembrò a tutti rievocare il ciuccio di fichella dopo i due pareggi successivi con Sampdoria ed Empoli.

Poi successe qualcosa, il ciuccio decise di far vedere al mondo quanto fosse ancora forte e dopo la manita rifilata al Brugge in Europa League ne arrivò subito un’altra, la prima vittoria in campionato dell’era Sarri. Il resto è storia nota, il Napoli chiuse la stagione al secondo posto con 82 punti guadagnandosi l’accesso alla Champions. Da lì in poi 3 anni di gioco meraviglioso, di puro divertimento che hanno portato gli azzurri sempre più vicini all’obiettivo scudetto che però è fatalmente scivolato dalle mani.

Anni di grandi emozioni che però non sono riuscite mai a concretizzarsi, un po’ come essere innamorati di una bella donna, essere sempre ad un passo dal conquistarla mettendo in campo il nostro miglior fascino e poi arrivare irrimediabilmente in ritardo al primo appuntamento perdendo la nostra occasione.

INIZIA L’ERA ANCELOTTI

Campionato 2018/2019, il Napoli si rivoluziona in panchina. Maurizio Sarri dopoancelotti e de laurentiis un’estenuante trattativa cambia tonalità di azzurro per la sua tuta e veste quella del Chelsea mentre il presidente De Laurentiis affida le chiavi dello spogliatoio partenopeo a Carlo Ancelotti. La sua carriera, prima da giocatore e poi da allenatore parlano da soli e sono noti a tutti. Ha vinto campionati europei, coppe e competizioni a livello internazionale eppure il popolo napoletano continua a dimostrarsi scettico sentendo (ancor prima che il campionato inizi) la nostalgia del sarrismo.

Sarri con le sue tattiche che partivano innanzitutto dall’idea del gioco-spettacolo si è lasciato un posto d’onore nel cuore della tifoseria partenopea. Un uomo solo al comando contro tutti che ha tentato insieme ai suoi ragazzi l’assalto al palazzo fino ad arrivare alle sue porte, fino al crollo mentale di Firenze. Il Napoli pur avendo sempre il ciuccio come glorioso stemma non può restare quello di fichella, una squadra che è salita fino al 14° posto del ranking mondiale non può accontentarsi di essere una buona squadra ma deve entrare nella mentalità del team vincente e, ci costa dirlo, ma Sarri non è riuscito ad aprire quella finestra nella testa degli azzurri.

carlo ancelottiAncelotti dovrà essere valutato come tutti sul campo, mai firmare assegni in bianco, ma lo scetticismo che attraversa il tifo partenopeo sembra quanto meno prevenuto sopratutto dopo qualche amichevole seppur di prestigio. Diamo spazio ad un allenatore che non è l’ultimo della lista, diamo modo ad Ancelotti di dare la sua idea certamente vincente alla squadra e aspettiamo che sia il campo a dare risposte. Se il Napoli ha potuto sopravvivere a Ferlaino (la memoria tende a lasciare intatti solo i ricordi belli), al dio del calcio Maradona e ad alcune delle bandiere azzurre allora certamente potrà fare a meno di Sarri. Il tifoso napoletano “malato” per superare i suoi dolori ha bisogno solo di un’iniezione e siamo certi che mister Ancelotti ha già pronto l’ago adatto.

Carla Di Somma

Foto:repubblica.it, lagiornatasportiva.it