Serie A, forti rivelazioni di Bentancur: “Alla Juve ho preso 6 chili. Ronaldo? Un animale”

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Serie A notizie importanti e di un certo peso arrivano dalle ultime interviste a Rodrigo Bentancur che ad oggi è uno dei pilastri portanti della squadra di Massimiliano Allegri della Juventus. Durante la stagione che sta per terminare, il campione ha totalizzato 17 presenze, 2 gol ed 1 assist, numeri che dimostrano la crescita esponenziale del calciatore classe 1997, la sua grande potenzialità vuol dire tanto. Durante una delle tante interviste il calciatore ha parlato di Massimiliano Allegri e non ha fatto altro che ringraziarlo per la bella esperienza che gli ha permesso di fare e per la crescita della quale lo ritiene responsabile.

Ecco le sue parole: “Allegri ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita, mi ha sempre dato fiducia. Quando non giocavo lui mi tranquillizzava, mi diceva che non voleva bruciarmi e che prima o poi sarebbe toccato a me”. Quando il giocatore è arrivato in squadra non era in gran forma, eppure il mister lo ha preparato alla perfezione fino ad arrivare al gioco di qualità che oggi è in grado di portare in campo senza troppi sforzi. “Credo sia un po’ come se avessi fatto una preparazione lunga un anno e mezzo. Sono arrivato molto esile, ora ho preso 6 chili di massa muscolare. Sono migliorato molto. Oggi gioco sia da mezz’ala che in mezzo, sono cresciuto giocando da centro destra in un centrocampo a 4. Mi ispiro a molti giocatori, ma più di tutti seguo Pjanic e Busquets. Vedendoli cerco di imparare”.

Serie A, Bentancur vs Ronaldo

Serie A, ovviamente non si poteva non toccare l’argomento Ronaldo che a quanto pare nell’ultimo periodo è al centro delle discussioni un pò dappertutto. Ecco cosa ha dichiarato Bentancur: “Quando si entra nello spogliatoio della Juventus, si capisce subito che qui bisogna vincere e basta. Cristiano Ronaldo avevo avuto modo di conoscerlo al Mondiale in Russia, in occasione di un controllo antidoping dopo Portogallo-Uruguay dove eravamo io, lui e Luis Suarez. Mi riconobbe e mi chiamò per nome, non ci potevo credere. La prima volta che l’ho visto allenarsi qui a Torino ho pensato: è un animale. Il modo in cui si allena è eccezionale, dà sempre il massimo e in gruppo sembra un ragazzino, scherza sempre”.

L’emozione si legge chiaramente nei suoi occhi quando con un salto nel passato ricorda il momento in cui fu costretto a lasciare il suo paese per venire in Italia e quindi lasciare momentaneamente la famiglia, imparare l’italiano, insomma mettersi in gioco al 100% e soprattutto in tutti i sensi.