Serie A, il ricordo di Davide Astori ad un anno dalla morte

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Serie A, ieri non era una domenica come un’altra ma una domenica molto importante non soltanto per gli incontri calcistici. Tutta la Serie A non poteva fare a meno di ricordare Davide Astori, infatti proprio un anno fa il giovane calciatore lasciava la figlia e la moglie Francesca oltre che tutta la sua squadra ed il mondo del calcio in modo del tutto inaspettato. Non esistono parole per descrivere il dolore di una famiglia che ha perso improvvisamente un figlio, una bambina che ha perso il papà ed ovviamente Francesca che ancora oggi non riesce a darsi pace per avere dovuto dire addio al compagno della sua vita, il compagno con il quale aveva progettato uno splendido futuro e con cui aveva avuto una bellissima bambina ancora da poco tempo.

Minuto di silenzio in suo onore, il ricordo è tanto vicino nonostante sia passato un anno dalla sua morte ed i genitori lo vogliono riportare tra loro con una bellissima lettera. Scrivono che l’anno trascorso è stato un anno particolare, molto strano, un anno che non avrebbero mai voluto vivere senza il proprio figlio. Una continua angoscia che smorza le loro voci, voci che oggi Davide non riuscirebbe nemmeno più a riconoscere perchè quando un genitore perde il proprio figlio non riesce nemmeno più a riconoscere la propria vita.

Serie A, Davide non è morto

Serie A, la domenica calcistica è stata la domenica del ricordo soprattutto per i suoi amici e colleghi, chiunque dice di essere certo che Davide giochi ancora nel team, è presente ad ogni partita, è presente in qualunque istante della vita. Come dicono i suoi genitori, la sua presenza la si può vedere negli occhi di Vittoria che oggi dà alla mamma ed ai nonni la spinta vitale, la spinta per andare avanti e lottare contro la vita che li ha messi e li mette ad oggi a dura prova.

Davide è in tutte quelle persone che lo ricordano, in tutte quelle persone che hanno avuto a che fare con lui, sempre pronto a dare un aiuto a chi aveva bisogno dando testimonianza di essere una persona buona. Con lui molti hanno condiviso attimi di gioia e felicità, attimi di spensieratezza e non solo, chi ha avuto la fortuna di ascoltare il suono della sua risata contagiosa o delle parole sagge che nessuno si aspetta da un giovane ragazzo può dire oggi di essere stato fortunato. La lettera si chiude con la richiesta da parte dei genitori di continuare a ricordarlo, di continuare a parlare e a raccontare di lui, a dedicargli gol in campo o cenni di saluto perchè ogni gesto vale come un abbraccio.