Napoli, Marek Hamsik spiega perchè ha lasciato la squadra

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Napoli, la squadra adesso si trova a giocare con uno dei migliori calciatori in meno, Marek Hamsik, ex capitano del Napoli che ha deciso di lasciare il team a primo impatto senza motivo. In realtà le motivazioni ci sono e le ha spiegate durante un’intervista che il ragazzo ha rilasciato ai microfoni de “Il Mattino” prima di volare in Cina.

Dice che tutto è successo all’improvviso, gli è stata posta una domanda alla quale ha risposto di sì in pochissime ore non rendendosi nemmeno conto di cosa potesse comportare quella risposta. E’ dovuto andare via subito e il suo più grande dispiacere è stato ed è tutt’ora non essere riuscito a salutare i suoi tifosi come si deve ma ha in programma di ritornare solo per loro.

Napoli, Hamsik l’esordio in Cina ed il ringraziamento agli allenatori in Italia

Napoli, il suo esordio in Cina è avvenuto da pochissimo, esattamente domenica scorsa, tutto è andato per il meglio ma il calciatore afferma di essere comunque legato al Napoli e a Napoli, una parte della sua vita impossibile da accantonare o dimenticare. La differenza tra il calcio cinese e quello italiano c’è e lui ha già notato qualcosa di diverso, in Serie A in Italia il livello medio è molto più basso, i ritmi e e tattiche sono totalmente cambati. Ha imparato solamente due parole in lingua, ovvero ni hao e xiexie, che vogliono dire rispettivamente ciao e grazie, ma non ha alcuna intenzione di impararne delle nuove perchè non è una star e vuole puntare solamente sulla crescita personale in campo calcistico. E’ stato accolto con tanto affetto, sono tutti gentili ma lui non vuole trattamenti particolari o favoritismi, sottolinea di volersi sentire trattato come tutti gli altri con professionalità ed il giusto distacco.

Il passato non si dimentica e Marek ricorda e racconta con un pizzico di commozione gli eventi più belli ed interessati vissuti in maglia azzurra. Gli allenatori che si sono succeduti durante la fase azzurra sono stati importanti e presenti nella sua carriera e gli hanno permesso una crescita non indifferente a livello tecnico e non solo. Si sofferma in particolar modo su Reja che è stato il primo allenatore, era molto piccolo ancora, poi parla di Mazzarri con cui ha vinto le prime coppe, Sarri gli ricorda il calcio più bello d’Europa, Ancelotti è l’allenatore fuoriclasse della panchina. Non possono mancare i giudizi anche su Benitez, con lui non c’è stato un grande rapporto eppure sente di volerlo ringraziare. Bei ricordi un pò ovunque, a Londra con il Chelsea, Wolfsburg, Manchester, Dortmund, Parigi.

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