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inter spalletti

Borja ValeroVecinoSkriniar in copertina. Non ci sono i due centrocampisti arrivati dalla Fiorentina, nella foto principale, e neanche il difensore centrale ex Sampdoria. Il vero protagonista del mercato dell’Inter è Luciano Spalletti, il nuovo allenatore della squadra e l’uomo con cui i nerazzurri possono tornare grandi. Innanzitutto riconquistando l’accesso a quella Champions League che manca da molti anni e poi, magari col tempo, lo scudetto. Il tecnico di Certaldo, fortemente voluto dal neo direttore sportivo interista Walter Sabatini, ha restituito identità, stimoli e soprattutto un gioco efficace a un’Inter affamata di vittorie e vogliosa di tornare a far paura. Il brillante precampionato e i sei punti conquistati nelle prime due giornate (di cui tre sul campo della Roma, sua ex squadra, una “vendetta” personale non da poco) sono solo l’inizio del lavoro di Spalletti, che è stato anche in grado di rigenerare giocatori in seria difficoltà come Brozovic, Joao Mario e Jovetic (poi ceduto al Monaco). A dargli una mano in futuro, oltre ai tre elementi citati in apertura che conoscono bene la Serie A, tre nuovi ragazzi di talento: i terzini Dalbert Henrique (Nizza) e Joao Cancelo (Valencia) e l’ala Yann Karamoh (Caen), quest’ultimo della generazione dei francesi terribili come Mbappè e Dembélé. A completare gli acquisti dell’Inter, il portiere Daniele Padelli dal Torino (sarà il vice Handanovic) e il rientro di Andrea Ranocchia dal prestito all’Hull City e di Gnoukuri dall’esperienza all’Udinese. Nel 2019 arriverà invece Alessandro Bastoni, difensore dell’Atalanta classe 1999 lasciato due anni a Bergamo in prestito a maturare.

Le cessioni dell’Inter

Sabatini e Ausilio, i due ds nerazzurri, hanno dovuto lavorare molto anche sulle cessioni: a lasciare il club di Suning, oltre al già nominato Jovetic, sono stati Murillo, Kondogbia, BanegaAnsaldi, Gabigol, MedelPalacio, Andreolli, Biabiany, CaprariSainsbury, Carrizo, Miangue e una serie di giovani via in prestito. Scampati i sacrifici, e non era facile evitarli, delle due ali Ivan Perisic e Antonio Candreva, richieste rispettivamente da Manchester United e Chelsea. Fondamentale è stata l’imposizione di Spalletti di non vendere i due esterni alti, che già nelle prime gare stagionali sono stati preziosissimi per contribuire al primo posto in classifica, seppur momentaneo, dei nerazzurri.